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Articolo
11º aprile 2022
Quali sono i veicoli elettrici compatibili con la ricarica veloce?

Le colonnine di ricarica sono la spina dorsale su cui si basa l'utilizzo dei veicoli elettrici. Electra ha scelto di proporre colonnine di ricarica veloce più vicino possibile ai centri città. Non rimane che scegliere il veicolo giusto ma, quando non si è esperti, non è facile.

Quel véhicule électrique pour la recharge rapide

Non ti preoccupare, ti aiutiamo noi! 

La ricarica veloce di Electra, a corrente continua, viene effettuata tramite i connettori Combo CCS, o tramite i CHAdeMO. Sul mercato, il Combo CCS prevale; CHAdeMO, standard in via di estinzione, viene utilizzato con la tripletta elettrica Citroën C-ZERO, Mitsubishi iMiEV e Peugeot iOn (potenza di ricarica massima di 50 kW), con le Nissan LEAF (50 kW), e-NV200 e con la Kia Soul EV (80 kW)¹. 

Conta solo la batteria? 

La velocità di ricarica dipenderà essenzialmente da diversi fattori: la potenza massima di ricarica accettata dal veicolo, che dipende a sua volta dalla capacità della batteria, dal suo SoC (State of Charge, o livello di ricarica) dalla temperatura e dalla tensione specifico dell’architettura della batteria utilizzata dal fabbricante.

Attualmente, quindi, se la maggior parte dei veicoli elettrici contiene batterie con tensione pari a 400 V, la Porsche Panamera, l’Audi e-tron GT, la Kia EV6 e la Hyundai Ioniq 5 sono dotate di batterie progettate con una tensione di 800 V, che permette potenze e velocità di carica stupefacenti: con oltre 200 kW di potenza di carica massima, le ricariche tra il 10 e l’ 80 % impiegano meno di 20 minuti. Fisicamente, l’aumento della tensione permette, grazie all’applicazione della formula (Potenza elettrica P (W) = Tensione U (V) x Intensità I (A)) di ridurre l’intensità e, quindi, il riscaldamento dei componenti elettrici. A iso-componenti, la potenza di ricarica può quindi essere due volte superiore... 

Al fine di proteggere tali componenti i coreani non limitano esattamente la tensione a 800, il che non permette sempre di raggiungere esattamente le performance di ricarica annunciate. Lo stesso vale per le auto tedesche citate, che utilizzano un convertitore per evolvere da 400 a 800 V di tensione, opzionale sulla Porsche Taycan. Le performance massime teoriche di ricarica dell’auto sono dunque vincolate da questa opzione. ² ³

Al di là degli 800 V, l’ultimo aggiornamento della Tesla (400 V) annuncia una potenza massima di picco pari a 250 kW, potenza che sembra svanire troppo velocemente; dei 18’ di carica come la Ioniq 5, viene recuperato “solo” il 60%. 

Si noti che la potenza massima di ricarica e la capacità della batteria sono dati importanti e non sono gli unici da prendere in considerazione: va tenuto conto anche del consumo e dell’autonomia del veicolo! Si possono recuperare più chilometri con un’auto la cui capacità della batteria è inferiore, ma che consuma meno elettricità.

Per quanto riguarda il parametro della temperatura della batteria, si raccomanda di utilizzare il sistema di navigazione e di pianificare una ricarica per avviare il sistema di pre-condizionamento/riscaldamento della batteria stessa, che è sempre più diffuso nelle auto elettriche di ultima generazione⁴. Trovandosi alla temperatura giusta, la carica risulterà ottimizzata. Ad esempio, le celle di una Megane E-Tech Electric di tipo LG hanno, a quanto pare, una temperatura di funzionamento ideale di 40°C. ³

Per la Nissan Leaf è stato constatato il problema inverso: la batteria si è surriscaldata su un percorso autostradale, il che ha causato la limitazione della potenza di ricarica, portandola al di sotto dei teorici 50 kW, a causa di un sistema di raffreddamento della batteria difettoso.

Una potenza di ricarica massima va bene... Ma una buona potenza di ricarica sul lungo termine, è meglio!

… anche se non è sempre così! È normale che intervengano delle diminuzioni di potenza di ricarica, durante un ciclo, ma a volte capitano troppo presto e per valori di carica deboli. Ecco perché, in generale, non si sconsiglia di ricaricare oltre l’ 80%, salvo se si ha tempo da perdere: prendiamo l’esempio della Hyundai Kona Electric: questa auto si ricaricava dal 10 all’ 80% in circa 45’, e le ci è voluto quasi altrettanto tempo per caricarsi fino al 100%⁵! Perché? Ebbene, a causa della preservazione della batteria e, in particolare, a causa del controllo della temperatura di ogni cella.

Possiamo citare l’esempio della recente Renault Mégane E-Tech Electric: se la promessa di ricarica massima è di 130 kW, in realtà entro 7’ passa rapidamente al di sotto dei 100 kW, per un livello di carica del 33%. La potenza di ricarica è di 50kW à 80%³. A volte, la potenza di ricarica massima viene ottenuta solo al di sotto di una certa soglia di percentuale batteria, in particolare nelle auto coreane, al di sotto del 20% della ricarica batterie (SoC). In questi casi si consiglia di mantenere la ricarica al di sotto di questa percentuale.²

Quindi, in sostanza, la ricarica veloce di un veicolo elettrico dipende da numerosi parametri, di cui va tenuto conto al fine di ottimizzarla al massimo.